Supermercati, può arrivare la svolta in Italia: grande cambiamento per tutte le famiglie

Una proposta lanciata dal sistema Coop riaccende il confronto sulla possibilità di ridurre l’apertura festiva dei punti vendita per contenere i costi e migliorare condizioni di lavoro.

In Italia torna al centro del dibattito l’ipotesi di chiudere i supermercati la domenica, una possibilità che potrebbe segnare una svolta importante per il settore della grande distribuzione organizzata (Gdo). La proposta, emersa nei primi giorni del 2026, nasce dal mondo Coop e sta suscitando reazioni contrastanti tra imprese, sindacati e consumatori.

Supermercati, può arrivare la svolta in Italia: grande cambiamento per tutte le famiglie
Supermercato – Litlinks.it

L’idea è stata avanzata da Ancc‑Coop, l’associazione che rappresenta numerose cooperative di consumatori. Secondo i promotori, ridurre l’apertura domenicale — tornando idealmente a una settimana lavorativa di sei giorni — potrebbe aiutare le aziende a contenerе i costi del lavoro, soprattutto quelli legati alle maggiorazioni salariali previste per i giorni festivi, e migliorare l’efficienza complessiva dei punti vendita. Tra i vantaggi attesi ci sarebbe anche la possibilità di reinvestire le risorse risparmiate in promozioni e nella riorganizzazione interna dei negozi.

La chiusura dei supermercati la domenica non è obbligatoria in Italia: dal 2013, con il decreto «Salva Italia», le catene della Gdo possono rimanere aperte 7 giorni su 7. Negli ultimi anni, però, il settore ha affrontato un calo dei volumi di vendita e margini di profitto sotto pressione, spingendo alcuni operatori a valutare nuove strategie di gestione.

Com’è stata accolta la proposta

La proposta ha raccolto appoggi anche da parte di alcuni sindacati, che vedono nella chiusura festiva un elemento in grado di migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro dei dipendenti, in un comparto dove l’apertura domenicale è spesso vissuta come fonte di stress e difficoltà organizzative per i lavoratori.

Non tutti, tuttavia, guardano con favore all’idea. Le associazioni di categoria del commercio moderno hanno espresso perplessità, sostenendo che una stretta sulle aperture festive potrebbe penalizzare consumatori e imprese, offrendo al contempo un vantaggio competitivo al commercio online e ad altri canali di vendita non soggetti alle stesse regole.

Il dibattito è appena iniziato e coinvolge diversi attori del settore: dalle grandi catene ai rappresentanti dei lavoratori, passando per consumatori e istituzioni. La discussione potrebbe tradursi nei prossimi mesi in confronti ufficiali tra le parti, con l’obiettivo di verificare se una soluzione condivisa sia possibile senza stravolgere abitudini consolidate di spesa e lavoro.