Per mantenere le agevolazioni fiscali nel nuovo anno, i professionisti devono controllare i ricavi 2025: superati i 85.000 euro si passa al regime ordinario, con regole speciali per chi oltrepassa i 100.000 euro.
Con l’inizio del nuovo anno fiscale, molti professionisti e titolari di partita IVA che adottano il regime forfettario si trovano a fare i conti con i requisiti per mantenere o perdere l’agevolazione. In particolare, la verifica dei limiti di ricavi conseguiti nel 2025 sarà determinante per stabilire se si potrà restare nel regime agevolato anche nel 2026 o si dovrà transitare in quello ordinario.

Il regime forfettario prevede una serie di condizioni economiche e formali per poter beneficiare della tassazione agevolata con imposta sostitutiva e minori adempimenti contabili. Tra questi, il limite dei ricavi è uno dei più importanti e viene stabilito in base all’anno precedente a quello di riferimento.
Le regole per l’anno 2026
Per poter applicare il regime forfettario nel 2026, il contribuente deve aver conseguito, nel 2025, ricavi non superiori a 85.000 euro. Se questa soglia non viene superata, il regime agevolato resta confermato senza particolari adempimenti aggiuntivi.
Diversa è la situazione se i ricavi del 2025 superano quella soglia. In questo caso, infatti, il contribuente non perde immediatamente il regime agevolato per il 2025, ma sarà tenuto a uscire dal forfettario a partire dal 1° gennaio 2026 e ad applicare il regime ordinario nel 2026.
Novità introdotte dalla normativa
La normativa ha inoltre previsto una clausola di esclusione che riguarda un secondo livello di ricavi: se nel corso del 2026 i ricavi superano i 100.000 euro, allora la fuoriuscita dal regime forfettario diventa immediata già nell’anno in corso. In pratica, superare questa soglia comporta la transizione al regime ordinario nel momento stesso in cui si supera il limite, con conseguenze anche sul fronte dell’IVA, che deve essere assoggettata alle prestazioni che hanno determinato lo sforamento.
Se invece i ricavi del 2026 restano tra 85.000 e 100.000 euro, il professionista potrà continuare ad applicare il regime forfettario per l’anno in corso e sarà poi chiamato a uscire solo dal 2027.
Implicazioni pratiche per i contribuenti
Il meccanismo di verifica basato sui ricavi dell’anno precedente significa che molti lavoratori autonomi e imprenditori dovranno monitorare attentamente i propri incassi per evitare sorprese all’avvio del nuovo anno. In caso di superamento della soglia di 85.000 euro nel 2025, il passaggio al regime ordinario potrebbe comportare una diversa tassazione, con l’applicazione dell’IRPEF progressiva e dell’IVA secondo le regole ordinarie.
Per chi rischia di avvicinarsi alla soglia dei 100.000 euro nel corso del 2026, è fondamentale valutare con il proprio commercialista o consulente fiscale gli impatti della fuoriuscita immediata dal forfettario, soprattutto per quanto riguarda la fatturazione, l’assoggettamento a IVA e gli adempimenti contabili.
In sintesi, la fuoriuscita dal regime forfettario dipende strettamente dal volume di ricavi realizzato nell’anno precedente e, per alcuni casi, anche da quello in corso, con regole che richiedono un’attenta pianificazione fiscale per evitare passaggi imprevisti al regime ordinario.