La docuserie Io sono notizia ha ottenuto un importante sostegno economico sotto forma di tax credit, riaprendo il dibattito sull’uso dei fondi pubblici per produzioni legate a personaggi controversi.
La docuserie Io sono notizia, dedicata alla vita e alla carriera di Fabrizio Corona e disponibile su Netflix, ha attirato l’attenzione non solo per i contenuti e le polemiche mediatiche, ma anche per le modalità di finanziamento della sua produzione.

Il progetto, composto da cinque episodi, ha beneficiato di un sostegno pubblico di quasi 800 mila euro sotto forma di tax credit per la produzione audiovisiva. Questo incentivo fiscale, previsto per favorire gli investimenti nel settore culturale e audiovisivo, ha coperto una parte significativa dei costi complessivi della realizzazione della serie, che ammontano a circa 2,5 milioni di euro.
Il tax credit è uno strumento che permette ai produttori di recuperare una quota delle spese sostenute durante la realizzazione di film, documentari o serie, e rappresenta in questo caso un contributo pubblico importante, che ha suscitato reazioni contrastanti nel dibattito pubblico.
Perché tante critiche verso Corona
Da un lato, chi difende l’incentivo evidenzia come strumenti di questo tipo siano pensati per sostenere l’intero comparto audiovisivo italiano, contribuendo alla creazione di contenuti competitivi a livello internazionale. Dall’altro, l’uso di questi fondi per un prodotto legato a una figura così divisiva come Corona ha sollevato critiche e interrogativi: alcuni ritengono che il sostegno pubblico dovrebbe concentrarsi su progetti differenti o più legati alla promozione culturale.
La produzione della docuserie è stata curata da una società specializzata, mentre la distribuzione è avvenuta attraverso la piattaforma internazionale Netflix, garantendo al prodotto una visibilità ampia oltre i confini nazionali. Questo connubio tra produzione nazionale e distribuzione globale è oggi sempre più comune, ma nel caso specifico ha imposto una riflessione ulteriore sul ruolo dello Stato nel finanziare opere di intrattenimento che diventano parte della cultura pop.
In definitiva, il caso del finanziamento di Io sono notizia riporta al centro della discussione la questione di come e quando sia opportuno impiegare risorse pubbliche in produzioni audiovisive, soprattutto se collegate a personaggi noti per vicende giudiziarie e mediatiche. La cifra stanziata — significativa rispetto al budget complessivo — resta un elemento di dibattito tra favorevoli e critici dell’operazione.