Dramma Stellantis, arriva un’altra batosta: non accadeva da oltre 70 anni

La storica casa automobilistica registra un crollo produttivo nell’ultimo anno: Mirafiori unica eccezione positiva, mentre gli altri stabilimenti soffrono tra calo della domanda e modelli datati.

Il 2025 si chiude come un anno estremamente negativo per Stellantis in Italia, con la produzione complessiva di veicoli che cala drasticamente rispetto al 2024, segnando i livelli più bassi degli ultimi settant’anni. L’azienda, che raggruppa marchi storici come Fiat, Alfa Romeo e Jeep, ha visto la produzione totale di automobili e veicoli commerciali scendere a circa 380.000 unità, registrando una flessione di circa il 20% su base annua, secondo i dati sindacali.

Dramma Stellantis, arriva un'altra batosta: non accadeva da oltre 70 anni
Fabbrica auto – Litlinks.it

Il calo produttivo riguarda sia le autovetture, con una contrazione di quasi un quarto, sia i veicoli commerciali leggeri, che segnano anch’essi un arretramento. Per ritrovare volumi simili a quelli attuali bisogna tornare agli anni ’50, quando l’industria automobilistica italiana era in una fase ancora embrionale.

Tra gli stabilimenti italiani, Mirafiori a Torino emerge come un’eccezione positiva. Grazie all’avvio della produzione della Fiat 500 ibrida, lo storico impianto ha segnato una crescita percentuale rispetto all’anno precedente, contribuendo in parte ad attenuare il calo generale. Tuttavia, la base produttiva di Mirafiori resta fragile dopo anni di contrazioni.

I siti in sofferenza

Gli altri siti del gruppo, invece, mostrano segnali di sofferenza. A Pomigliano d’Arco, la produzione complessiva di vetture registra un consistente calo, mentre a Cassino il numero di veicoli prodotti segna uno dei risultati peggiori nella storia dello stabilimento, penalizzato anche dal rinvio dei nuovi modelli di Alfa Romeo. Anche l’impianto di Melfi ha risentito della difficile congiuntura, con una contrazione significativa delle unità prodotte.

Il contesto produttivo si inserisce in una fase di debolezza complessiva del mercato automobilistico italiano ed europeo, caratterizzata da una domanda interna poco dinamica e da una transizione verso motorizzazioni elettriche che sta mettendo sotto pressione l’intero settore. Le immatricolazioni nell’anno in Italia sono infatti diminuite, riflettendo un quadro di mercato complessivamente in contrazione.

La situazione ha acceso il dibattito tra sindacati e istituzioni, con richieste di un’accelerazione negli investimenti e nel lancio di nuovi modelli per invertire la tendenza negativa. Il gruppo ha annunciato piani per introdurre nuove piattaforme e vetture nei prossimi anni, con l’obiettivo di rilanciare la produzione italiana. Tuttavia, osservatori e organizzazioni sindacali sottolineano che i ritardi accumulati e la pressione internazionale sulla competitività industriale potrebbero spingere parte della produzione verso l’estero se non verranno adottate strategie efficaci.

In attesa di questi sviluppi, il 2025 resta un anno da ricordare per le difficoltà produttive, con Stellantis e l’intera filiera italiana dell’auto chiamate a confrontarsi con sfide complesse per il futuro del settore.